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Tra le opere più celebri conservate al MAEC, la Maternità occupa un posto speciale nel percorso artistico di Gino Severini e nella storia della sua città natale. Realizzato nel 1916, il dipinto raffigura la moglie Jeanne Fort mentre allatta il figlio Antonio, nato nello stesso anno.

L’opera segna un momento significativo nella ricerca dell’artista. Dopo gli anni delle sperimentazioni futuriste e nel pieno delle trasformazioni che attraversano l’Europa durante la Prima guerra mondiale, Severini si confronta con un tema intimo e universale, scegliendo una rappresentazione apparentemente semplice ma di straordinaria intensità.

La scena è costruita con equilibrio e armonia: la madre e il bambino diventano il centro di una composizione essenziale, nella quale ogni elemento contribuisce a trasmettere un senso di serenità e raccoglimento. Pur guardando alla tradizione figurativa italiana, in particolare alle immagini rinascimentali della Madonna con Bambino, Severini interpreta il soggetto con una sensibilità moderna, unendo rigore formale e profonda umanità.

Molti studiosi hanno individuato in quest’opera uno dei primi segnali di quel ritorno all’ordine che caratterizzerà parte dell’arte europea negli anni successivi alla guerra. Senza rinunciare alle conquiste della modernità, Severini recupera infatti l’attenzione per il disegno, l’equilibrio compositivo e la costruzione geometrica dell’immagine.

La Maternità è oggi considerata una delle opere simbolo della collezione severiniana di Cortona. Conservata al MAEC grazie al forte legame che l’artista mantenne per tutta la vita con la propria città natale, testimonia una fase fondamentale della sua produzione e permette di cogliere la complessità di un autore che seppe attraversare le avanguardie del Novecento senza mai smettere di interrogarsi sulla tradizione.

Osservando il dipinto si percepisce tutta la capacità di Severini di trasformare un episodio privato in un’immagine universale: non soltanto il ritratto della propria famiglia, ma una riflessione sul rapporto tra affetto, memoria e continuità della vita.

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  • P.BRUSCHETTI, P. GIULIERINI, MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona. Guida alle collezioni, Cortona, Tiphys Edizioni, 2018.