La Villa romana di Ossaia, è situata non lontano da Cortona, sulle pendici collinari prospicienti la strada che porta verso il lago Trasimeno. Dopo la conclusione degli scavi, oggi sono ancora visibili solo alcuni tratti murari perimetrali e una grandiosa cisterna di raccolta delle acque, mentre tutte le altri parti strutturali, per motivi di conservazione, dopo l’indagine e la documentazione grafica e fotografica, sono state ricoperte. Tuttavia è possibile individuare e avere chiara l’intera struttura della villa e le varie fasi di costruzione, attraverso un percorso strutturato con pannelli illustrativi e didattici.
La struttura principale dell’insediamento è di età tardo repubblicana (I sec. a.C.) e si sviluppa per un’area complessiva di ca. 1000 mq. La villa è stata abitata per un periodo molto lungo, fino all’inizio del Medioevo (V sec. d.C.).
Gli scavi della villa ebbero inizio nel 1992, secondo un piano organico di ricerche coordinato dalle Università di Perugia e di Alberta (Canada), ed hanno permesso di riportare alla luce l’intera struttura architettonica della villa con le decorazioni musive, i corredi e una grande quantità di oggetti d’uso comune e di arredamento, che sono oggi ed alcuni dei suoi tesori come i grandiosi mosaici e altri oggetti di uso quotidiano, visibili al Museo MAEC.
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La villa era già nota nel Settecento. Gli scavi ebbero inizio nel 1992, ad opera dell’Università Università canadese di Edmonton (Alberta) e dell’Università degli Studi di Perugia, che hanno rimesso in luce i resti di una grandiosa villa imperiale posta lungo una delle principali vie di transito fra territorio perugino e cortonese. Le strutture finora scavate appartengono a tre principali fasi di occupazione del sito che segnano altrettanti momenti storici evolutivi e di cambiamento strutturale.
La prima fase, databile tra gli inizi del I sec. a.C. ed il II sec. d.C., ha le caratteristiche di un impianto di età tardo-repubblicana che include un blocco allungato su di un terrazzo principale e un ampio padiglione porticato, decorato con un mosaico bianco-nero.
Una seconda fase della villa di Ossaia, databile tra il I sec. d.C. ed il III sec. d.C., vede le trasformazione di alcune parti della villa da residenziali a produttive.
Nella terza fase, che non vede soluzioni di continuità fino alla metà del V sec. d.C, vi furono profonde ristrutturazioni. Dall’età giulio-claudia la villa cambiò proprietario ed il suo aspetto venne modificato con la costruzione di elementi che cambiarono l’ampiezza dei locali originari e da canalizzazioni che obliterarono gli eleganti mosaici.
Dal punto di vista della società dell’epoca, tra II e I secolo a.C. in Etruria si assiste al passaggio da una campagna suddivisa in piccole fattorie, al progressivo accorpamento delle proprietà o alla loro sostituzione con nuovi coloni latini. A partire dal I secolo a.C. molte ville trasformano la loro destinazione, divenendo da siti residenziali a nuclei produttivi a gestione prevalentemente schiavistica, soppiantando la piccola proprietà tipica dell’ambiente della valle con estesi latifondi, che monopolizzano gli schemi produttivi.
Informazioni e accessibilità
L’area non presenta percorsi adatti alle persone con mobilità limitata, il terreno è irregolare, si consigliano calzature comode. Non sono presenti fonti d’acqua.
Per informazioni contattare il MAEC 0575 630415
Itinerari culturali
La Villa romana di Ossaia fa parte di uno degli itinerari culturali del MAEC su izi.Travel.






