Il MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, vi accoglie a Palazzo Casali, nel cuore della città, con un percorso unico che intreccia collezioni, storie e scoperte. In un solo luogo convivono molte voci: l’eredità dell’Accademia Etrusca, la storia della città di Cortona e del suo territorio.
Collezioni e capolavori del MAEC Museo
Le collezioni dell’Accademia Etrusca, ospitate nel museo, sono nate dalla passione illuminista del Settecentoe cresciute grazie a secoli di studi e donazioni; esse testimoniano la fortuna dell’etruscologia e il fascino che Cortona esercitò su viaggiatori e studiosi di tutto il mondo.
Tra i capolavori del museo spiccano il celebre lampadario etrusco in bronzo, l’importante collezione egizia, l’interessante pinacoteca e la preziosa biblioteca settecentesca. Il museo racconta la Cortona etrusca e romana attraverso i reperti che provengono dal territorio: i raffinati bronzi di Trestina e Fabrecce, i corredi d’oro dei grandi tumuli arcaici, la straordinaria Tabula Cortonensis, fino ai mosaici policromi della villa romana di Ossaia, che restituiscono l’immagine viva di una città fiorente lungo i secoli. Il percorso prosegue fino all’età contemporanea, con opere di Gino Severini, grande maestro cortonese del Novecento e protagonista del Futurismo.
Nel secondo piano seminterrato, dopo un rapido accenno alla paleontologia del territorio, sono esposti i corredi orientalizzanti e arcaici provenienti dalle sepolture della Valtiberina e della Valdichiana. Particolarmente rilevanti sono i preziosi reperti provenienti dalle tombe etrusche dell’immediato circondario di Cortona, in particolare dai Tumuli del Sodo e di Camucia.
Tra i materiali esposti spiccano raffinate oreficerie e testimonianze legate ai rituali funerari e al culto dei defunti. Di grande interesse è anche la presentazione dei corredi, di recente recupero, appartenenti a una serie di tombe orientalizzanti a circolo, che offrono nuove e suggestive prospettive sulla fase più antica della storia cortonese.
Il reperto più importante conservato nel museo è senza dubbio la Tabula Cortonensis, una delle più lunghe epigrafi conosciute in lingua etrusca, testimonianza fondamentale dello sviluppo della città in età ellenistica. Accanto ad essa sono esposti reperti provenienti dai santuari e dalle tombe monumentali suburbane.
Il percorso dedicato alla Città etrusca e romana di Cortona si conclude con la fase romana, documentata dai materiali della grande villa imperiale rinvenuta nella zona di Ossaia e dalle testimonianze relative alla rete di strade e collegamenti che univano i principali centri dell’antichità. Da qui il percorso ideale prosegue nei piani superiori con la storia dell’Accademia Etrusca.
All’ingresso del museo si trovano la biglietteria e il bookshop. Per iniziare il percorso di visita è necessario entrare nella prima porta a destra della biglietteria e scendere le scale verso i piani inferiori.
Le sale del primo piano sono dedicate alle mostre temporanee, che si susseguono nel corso dell’anno con progetti espositivi dedicati all’archeologia, alla storia e all’arte.
Nei piani nobili di Palazzo Casali sono conservati i primi lasciti degli accademici, raccolti tra Settecento e Ottocento, insieme ai reperti acquisiti nel tempo dall’Accademia Etrusca. Tra le opere più importanti si segnalano il celebre Lampadario etrusco in bronzo, la cosiddetta Musa Polimnia, la raccolta di ceramiche e bronzi etruschi e romani.
Il percorso comprende inoltre testimonianze di epoche più recenti, come l’importante raccolta di oggetti d’arte e arredi provenienti dalla famiglia Tommasi Baldelli, oltre alla Collezione egizia. Sono esposti anche numerosi materiali archeologici provenienti dalla città e dal territorio circostante.
Il terzo piano ospita la Collezione Severini, con una significativa serie di opere del pittore cortonese Gino Severini, tra i fondatori del Futurismo. Le opere furono donate alla città dallo stesso artista e, negli anni più recenti, dalla figlia Romana Severini. Proseguendo lungo il corridoio si raggiunge la Biblioteca settecentesca dell’Accademia Etrusca, luogo di studio e di incontro dei primi accademici.
Scopri anche il MAEC Parco
Il legame tra museo e territorio si completa con la visita all’Area archeologica del Sodo e al Parco diffuso, dove è possibile immergersi nei luoghi da cui provengono molti dei reperti oggi conservati al MAEC Museo: dalle possenti mura etrusche alla suggestiva Porta bifora, fino ai monumentali tumuli del Sodo e alle tombe etrusche come la Tanella Angori e la Tanella di Pitagora. Un percorso unico, dove l’esperienza del museo si prolunga nei luoghi stessi della scoperta, in un dialogo costante tra collezioni e territorio.