Questo grande tondo, probabilmente realizzato per una committenza civica, rappresenta una delle immagini più identitarie della Cortona del primo Cinquecento. L’opera riunisce infatti, attorno alla Madonna col Bambino, i quattro santi protettori della città, evocati come garanti della sua protezione spirituale e politica: san Marco, san Michele, san Vincenzo e santa Margherita.

La Vergine è raffigurata sospesa su una nube popolata di cherubini, in una dimensione celeste che domina la scena. Il Bambino, in piedi sulle sue ginocchia, compie un gesto di benedizione che si lega direttamente all’azione centrale del dipinto: il giudizio delle anime. Al centro, infatti, l’arcangelo Michele pesa le anime con la bilancia, mentre Cristo interviene a favore di quella salvata, introducendo un forte elemento narrativo e teologico.

Accanto alla tensione drammatica del giudizio — resa con straordinaria forza nella figura di Satana, mostruosa e agitata, trattenuta dall’arcangelo — si sviluppa un contrappunto di equilibrio e misura. Sul lato opposto, san Marco regge una veduta dettagliata di Cortona, riconoscibile nei suoi monumenti e restituita con precisione quasi cartografica: un’immagine che celebra la città e ne afferma l’identità civica.

Gli altri santi, Vincenzo e Margherita, partecipano alla scena come testimoni silenziosi, inseriti nello spazio sospeso delle nubi. La composizione appare attentamente orchestrata, capace di bilanciare pathos e ordine, movimento e stabilità, secondo una sensibilità pienamente rinascimentale.

A lungo attribuito a Francesco Signorelli e datato agli anni Venti del Cinquecento, il dipinto è oggi generalmente assegnato a Luca Signorelli, in una fase tarda della sua attività, intorno al 1510–1512. In questi anni l’artista era profondamente coinvolto nella vita politica della città, ricoprendo importanti incarichi pubblici: un elemento che rafforza l’ipotesi di una commissione legata alle istituzioni civiche cortonesi.

L’opera si presenta in buone condizioni generali, nonostante alcune perdite nel panneggio della Vergine e lungo le giunture della tavola. È stata restaurata in occasione di recenti esposizioni, restituendo leggibilità a una delle immagini più emblematiche del rapporto tra arte, devozione e identità urbana nella Cortona rinascimentale.

Informazioni

Luca Signorelli, 1510-1515
Tempera su tavola
Diametro 146cm
MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona