Il significato dello stemma dell’Accademia Etrusca, utilizzato fin dal 1728 — anno in cui compare, all’interno di un ricco motivo decorativo, in apertura del capitolo VI degli Statuti — viene spiegato nelle Notti Coritane del 1747.

Al centro dell’emblema si trova il tripode di Apollo con il serpente attorcigliato, simbolo della sapienza ispiratrice e della conoscenza. Sopra il tripode è posta una stella, che allude a Elettra, una delle figlie di Atlante, moglie di Corito, re di Cortona, e madre di Dardano, fondatore di Troia. Secondo la tradizione mitologica, Elettra fu trasformata da Giove in una delle stelle delle Pleiadi, sebbene Ovidio affermi che non sia visibile. Al di sopra della stella compare la città di Cortona, che un tempo era caratterizzata dalla presenza di una torre sopra ciascuna porta della Città.

Ai lati dello stemma si trovano due aquile che sorreggono con le zampe corone di alloro, simbolo di gloria e virtù, mentre in basso è presente una terza corona accompagnata da due piume. Intorno al tripode si estende il cartiglio con il motto OBSCURA DE RE LUCIDA PANGO, tratto da Lucrezio, che esprime il programma culturale dell’Accademia: rendere chiaro ciò che è oscuro, illuminando con lo studio e la ricerca le difficoltà della venerabile antichità.

Nelle Notti Coritane si legge infatti che l’Accademia, fondata per lo studio dell’antichità, materia complessa e difficile, confidava nell’applicazione dei suoi membri per renderla più accessibile, quasi rispondendo — come da un tripode oracolare — alle domande oscure del passato.

Nella versione dipinta dell’emblema, il motivo centrale del tripode con il serpente, la stella e la città di Cortona deriva dall’incisione presente nella prima edizione a stampa degli Statuti, mentre il motivo delle aquile che reggono la corona d’alloro proviene da un’altra variante iconografica dell’emblema, utilizzata frequentemente nei Saggi di dissertazioni dell’Accademia.

Informazioni

Stemma, XIX secolo
Legno
120 cm x 38 cm
MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona