Cortona è la città natale di Gino Severini (1883–1966), protagonista del Futurismo e figura centrale dell’arte europea del Novecento. Negli ultimi anni il legame tra l’artista e la sua città si è rafforzato in modo decisivo grazie alla donazione di un importante nucleo di opere e materiali da parte di Romana Severini, che si è aggiunto alle precedenti donazioni effettuate dalla famiglia alla fine degli anni Sessanta.
Questo patrimonio è oggi esposto al terzo piano di Palazzo Casali, sede del MAEC e costituisce il cuore di un progetto più ampio di valorizzazione sostenuto dal PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Il progetto “Gino Severini. Una vita nel segno di Cortona, Roma e Parigi” ha dato vita a un sistema culturale strutturato che unisce: nuove sezioni museali permanenti, l’Archivio Severini-Franchina, gli itinerari urbani tra opere e luoghi dell’artista, attività didattiche e laboratoriali, incontri con università e studiosi, una guida dedicata con mappa e contenuti digitali accessibili tramite QR code.

Dal MAEC al Museo Diocesano, dal Duomo, alla chiesa di San Marco, fino ai luoghi più intimi della sua biografia, Cortona si racconta attraverso le tracce lasciate dall’artista.

Il percorso verso il 2026, anno del sessantesimo anniversario della morte, culminerà in una grande mostra celebrativa. Ma l’obiettivo è più ampio: costruire un Sistema Severini permanente, capace di accogliere studiosi e visitatori offrendo una visione completa della cultura del Novecento che in città si respira ancora oggi. Severini non è solo memoria: è presenza viva, diffusa tra musei, chiese, archivi e vicoli.