Palazzo Casali: da palazzo medievale a museo internazionale
Sul lato occidentale della piazza Signorelli si erge palazzo Casali, uno degli edifici più imponenti di Cortona, divenuto nel corso dei secoli simbolo stesso della città. Costruito nel XIII secolo dalla famiglia Casali come residenza signorile, divenne a partire dal Quattrocento sede dei capitani e commissari del governo fiorentino, dei quali si conservano numerosi stemmi sulle facciate e nel cortile interno. Nel XVII secolo subì importanti aggiunte e trasformazioni, tradizionalmente progettate da Filippo Berrettini, cugino del più noto Pietro, uno degli artisti più conosciuti del primo Barocco italiano. Dal 1728, grazie ad un rescritto del Granduca di Toscana Gian Gastone dei Medici, una parte del palazzo fu assegnata alla neonata Accademia Etrusca che vi allestì il suo museo e la biblioteca, cuore culturale della città.
I sotterranei, un tempo adibiti a carceri e magazzini, ristrutturati all’inizio degli anni Duemila, ospitano oggi la sezione topografica del MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, mentre i piani superiori sono riservati alla sezione collezionistica, alla biblioteca settecentesca e corrente e all’archivio storico comunale, oltre ad uffici del Comune e dell’Accademia.
Le origini: una donazione illuminata
La nascita del museo risale al 1727, quando l’abate Onofrio Baldelli donò la sua collezione di libri e oggetti d’arte e naturalistici all’Accademia appena fondata dai fratelli Venuti, suoi nipoti. La raccolta museale e la biblioteca trovarono sede stabile nelle sale del palazzo, ponendosi da subito come “strumenti” dell’azione culturale del neonato sodalizio, destinati all’incremento culturale e sociale della popolazione cortonese e degli studiosi in genere, avendo un carattere “pubblico”, non comune per l’epoca in cui si formò. Nel corso del Settecento e dell’Ottocento, mantenendo inalterate le proprie caratteristiche di istituzione legata al territorio, ma proiettata verso il mondo della cultura, il museo e la biblioteca si arricchirono di nuove collezioni, donazioni e lasciti, tra cui il prezioso tempietto in porcellana donato dal lucumone Carlo Ginori, dello straordinario lampadario etrusco in bronzo, acquisito direttamente dall’Accademia, i reperti egizi raccolti e donati dal vescovo cortonese Guido Corbelli.
L’Accademia Etrusca e la fama internazionale
Grazie all’impegno dei soci e dei presidenti (chiamati “lucumoni” in ricordo dell’antica magistratura etrusca), l’Accademia assunse fino dai primi anni una rilevanza internazionale, legata alla serietà degli studi condotti, all’importanza delle pubblicazioni curate, alla fama dei suoi membri. Nonostante la modestia del centro urbano e la difficile condizione sociale della maggior parte dei suoi abitanti, proprio grazie ai contatti con studiosi italiani ed europei e al prestigio ottenuto dalle raccolte d’arte, dalle edizioni di opere letterarie, dalle relazioni dirette con i più importanti centri di produzione culturale esistenti sia in Italia che in Europa, grazie proprio all’Accademia la fama di Cortona potè diffondersi ben oltre i confini nazionali.
Il Novecento e le nuove collezioni
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, e approfittando delle opportunità date dal ritrovato benessere economico e sociale ed anche grazie alla collaborazione con le principali istituzioni pubbliche, l’Accademia non esitò a trasformare il museo e la biblioteca in centri di grande produzione culturale: il museo si allargò fino ad occupare tutto il piano nobile del palazzo Casali e la biblioteca aggiornò la propria sede e le raccolte bibliografiche. Fra le acquisizioni più preziose va segnalato il lascito alla città di un gruppo di opere donate da uno dei massimi esponenti del movimento futurista, il cortonese Gino Severini, al quale fu dedicata un’intera sezione del museo.
Una nuova identità nella tradizione: il MAEC
Dopo le intense e redditizie campagne archeologiche intraprese nel corso degli anni Novanta del Novecento, sia in ambito urbano che nelle zone periferiche, la proposta di lasciare in città la totalità dei reperti, in considerazione della presenza di una importante struttura museale, portò alla espansione della superficie museale con l’allestimento delle sale al piano terreno e ai piani interrati del palazzo Casali. Nel 2005 così il vecchio Museo dell’Accademia Etrusca si trasformò in MAEC, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, raddoppiando i propri spazi espositivi e dotandosi di nuovi apparati e strutture a disposizione del pubblico; da allora furono incrementate le relazioni con i maggiori musei europei, attraverso una serie di mostre internazionali, che riportarono alla notorietà internazionale la città e l’Accademia. A conclusione di un virtuoso percorso, si pongono le celebrazioni per il trecentesimo anno di fondazione dell’Accademia, che nel 2027 darà nuovo prestigio all’istituto e alla città che lo ospita. .
Oggi il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona è un punto di riferimento per la conoscenza del mondo etrusco e per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico di Cortona, un luogo in cui il passato dialoga con il presente e continua a raccontare la storia di una città al centro della cultura europea.
L’Accademia Etrusca, con le sue collezioni e la sua tradizione culturale, e il Comune di Cortona, con il suo impegno nella tutela e promozione del patrimonio, collaborano per garantire al MAEC il ruolo centrale sempre avuto nella vita culturale e sociale della città.










