Audiodescrizione
L’atelier parigino
Descrizione
Sei nella seconda sala, intitolata Tra Futurismo e Cubismo. Parigi, Milano, Firenze (1910–1914).
Nel 1906 Severini si trasferisce a Parigi. Entra nel vivace ambiente artistico di Montmartre, a contatto con Picasso, Braque e l’avanguardia francese. Allo stesso tempo mantiene un legame costante con Boccioni e il gruppo futurista italiano, di cui firma il Manifesto della pittura futurista. Per questo gli viene riconosciuto il ruolo di mediatore tra la cultura figurativa italiana e quella francese, un ruolo che rivendicherà sempre con orgoglio nelle proprie memorie e nei suoi scritti.
Nella stagione del Futurismo unisce l’analisi dello spazio propria del Cubismo alla percezione dinamica della realtà tipica dei futuristi: forme, luci e movimenti si sovrappongono e si compenetrano. Tra i temi preferiti di Severini emergono i ritratti, i paesaggi urbani e soprattutto le danzatrici dei cabaret parigini, i cui corpi si scompongono nel ritmo della danza e nei giochi di luce colorata.
Nel 1912 Severini svolge un importante ruolo di collegamento tra il gruppo futurista milanese e quello fiorentino legato alla rivista Lacerba. Da questo incontro nasce la mostra alla Galleria Gonnelli di Firenze, che riunisce opere di Soffici, Severini, Boccioni, Carrà, Balla e Russolo.
In questa esposizione al MAEC sono riunite alcune opere presentate in quella storica occasione e altre che ne richiamano da vicino lo spirito e la ricerca artistica.
Raggiungi ora la grande parete in fondo alla sala. Qui troverai il dipinto La Danza del Pan Pan al Monico. Sulla destra del quadro, a circa un metro da terra, è presente un QR code. Scansionalo per ascoltare un approfondimento audiodescritto dedicato a quest’opera.



