Audiodescrizione

La Bohémienne

Gino Severini, La Bohémienne, 1905. Giovane donna a figura intera in piedi su uno sfondo chiaro. Indossa un ampio cappello chiaro, una giacca scura aderente e una lunga gonna scura. Il corpo è leggermente inclinato in avanti, come se stesse per compiere un passo. Lo sguardo è diretto verso l'osservatore. L'opera è realizzata a pastello con morbide sfumature e delicati effetti di luce.
Gino Severini, La Bohémienne, 1905. Giovane donna a figura intera in piedi su uno sfondo chiaro. Indossa un ampio cappello chiaro, una giacca scura aderente e una lunga gonna scura. Il corpo è leggermente inclinato in avanti, come se stesse per compiere un passo. Lo sguardo è diretto verso l'osservatore. L'opera è realizzata a pastello con morbide sfumature e delicati effetti di luce.

Descrizione

Questo dipinto, La Bohémienne, trasmette un senso di vitalità sospesa: una figura giovane, elegante e misteriosa che sembra sul punto di muoversi verso di te, come se stesse per uscire dalla tela. La Bohémienne è un pastello su carta applicata su tela, una tecnica che produce superfici morbide e vellutate, con sfumature che la pittura a olio non raggiunge. I contorni non sono netti come un’incisione: hanno una lieve, impalpabile sfrangiatura, come se la figura fosse avvolta in un’atmosfera leggera.

Misura 160 centimetri di altezza e 74 di larghezza: molto stretto e molto alto. L’altezza corrisponde all’incirca all’apertura totale delle braccia di un adulto di media statura; la larghezza è quella di un avambraccio teso dalla spalla al polso.

Rappresenta una giovane donna a figura intera, in piedi davanti a uno sfondo chiaro e luminoso che ricorda un muro intonacato o una tenda. La sua figura slanciata occupa quasi interamente lo spazio centrale del dipinto, dal bordo inferiore a quello superiore. La Bohémienne è stata realizzata da Severini nel 1905: aveva 22 anni, era a Roma e stava per partire per Parigi.

La donna indossa un ampio cappello di stoffa rigida, di colore chiaro. Dalla tesa del cappello scende un nastro di tessuto leggero che le sfiora quasi le spalle. Il volto, dai lineamenti marcati, è incorniciato da capelli scuri, corti all’altezza delle orecchie. Gli occhi, scuri, guardano dritto davanti a sé come a intercettare il tuo sguardo. Ha un piccolo neo sulla guancia sinistra all’altezza dello zigomo. Le labbra sono carnose e socchiuse.

Intorno al collo porta uno jabot: un ornamento di pizzo che scende verticalmente dal colletto, stretto in alto e leggermente allargato in basso, quasi impalpabile, di colore chiaro. Non è un foulard annodato, ma una cascata di pizzo fissa, tipica dell’abbigliamento teatrale e bohémien dell’epoca.

Il corpo è avvolto in una giacca scura aderente che segna la vita sottile. Una gonna ampia, lunga fino ai piedi, anch’essa scura, si allarga verso il basso terminando con una balza arricciata. Il contrasto tra lo sfondo chiaro e l’abito scuro dà vita a un’immagine netta e vibrante.

La postura suggerisce un movimento imminente: il busto è leggermente proteso in avanti, la gamba destra è avanzata rispetto alla sinistra, come se la donna stesse preparandosi a fare un passo verso di te. Il braccio sinistro scende lungo il fianco, mentre il destro è piegato all’indietro, con il gomito rivolto verso l’esterno, come a bilanciare il peso del corpo in movimento. Sull’anulare della mano sinistra, solcata da vene ben visibili, si nota un anello.

Il tessuto del vestito, sebbene a prima vista appaia uniformemente scuro, è in realtà un intreccio di lunghi filamenti colorati di blu profondo, viola e verde scuro, accostati tra loro senza essere mescolati. Questa tecnica divisionista fa sì che la luce sembri attraversare il tessuto, dando volume e vibrazione all’abito.

Nelle sue prime memorie, Severini ricorda le difficoltà incontrate nel dipingere questa grande figura, ma anche la sua ambizione di mettersi alla prova: «Così un bel giorno cedei al desiderio di rappresentare la realtà secondo il mio sentimento interiore» (Tutta la vita di un pittore, 1946). L’artista ha sempre considerato La Bohémienne molto importante, tanto da volerla esporre con continuità durante la sua vita.

Passa ora nella stanza successiva. Alla base del pannello informativo che troverai nella sala c’è il QR code. Scansionalo per ascoltare il contenuto del pannello.

Video in LIS

Percorso di visita