Il dialogo fra la chiesa e la modernità. Dalla Svizzera a Cortona.

Audiodescrizione

La Commedia dell’arte

Vista panoramica del centro storico di Cortona. In primo piano si intravedono alberi e, sul lato sinistro, parte della statua alata dedicata all'eroe etrusco Dardano. Al centro si trova la chiesa di San Francesco, riconoscibile dalla facciata in pietra e dal piccolo campanile a vela. Sullo sfondo si sviluppa il complesso monumentale di Sant'Agostino, che domina il pendio con i suoi edifici in pietra. Il cielo è limpido e azzurro.
Vista panoramica del centro storico di Cortona. In primo piano si intravedono alberi e, sul lato sinistro, parte della statua alata dedicata all'eroe etrusco Dardano. Al centro si trova la chiesa di San Francesco, riconoscibile dalla facciata in pietra e dal piccolo campanile a vela. Sullo sfondo si sviluppa il complesso monumentale di Sant'Agostino, che domina il pendio con i suoi edifici in pietra. Il cielo è limpido e azzurro.

Descrizione

Con il ritorno alla fede cristiana nel 1923, Severini si dedica sempre più alla decorazione delle chiese. La sfida è nuova: trovare un modo per portare il linguaggio dell’arte moderna all’interno dello spazio sacro.

Tra il 1925 e il 1947 lavora in numerose chiese della Svizzera francofona, tra cui Semsales, La Roche, Tavannes, Friburgo, Losanna e Sion.

Lo stesso Severini amava ricordare di aver realizzato a Semsales la prima chiesa in stile cubista. Non fu però un percorso privo di ostacoli: artisti, committenti e fedeli locali faticavano spesso a comprendere il suo linguaggio innovativo.

Trova invece piena sintonia nel filosofo Jacques Maritain e negli artisti del Groupe de Saint-Luc, con i quali collabora attivamente nella decorazione e nel restauro di edifici religiosi.

Dopo la Seconda guerra mondiale torna a vivere tra Parigi e Cortona, trascorrendo lunghi periodi nella sua città natale. Qui riallaccia i legami con la propria terra e realizza la Via Crucis per il Duomo di Cortona.

In questi anni si riavvicina ai maestri della pittura medievale toscana. Nei suoi scritti, come Giotto e il nostro tempo, interpreta gli artisti del Duecento e del Trecento — presenti in mostra accanto alle sue opere — come precursori di una moderna sensibilità geometrica.

Alla fine del percorso ti troverai di fronte a una grande fotografia del mosaico di San Marco. Alla sua sinistra è esposto il bozzetto preparatorio realizzato da Severini.

Sulla destra del bozzetto, a circa un metro da terra, è presente un QR code. Scansionalo per ascoltare l’approfondimento audiodescritto dedicato al mosaico di San Marco.

Percorso di visita