Audiodescrizione

La Commedia dell’arte

Mosaico di San Marco realizzato da Gino Severini per la facciata della Chiesa di San Marco a Cortona. Al centro è raffigurato l'evangelista seduto in trono, con una grande aureola dorata attorno al capo. Indossa una veste composta da ampie forme geometriche nei toni del blu, dell'azzurro, del bianco e dell'oro e tiene aperto il Vangelo con l'iscrizione latina “Secundum Marcum”. Ai suoi piedi è rappresentato il leone alato, simbolo di San Marco. Sullo sfondo compaiono il Palazzo Comunale di Cortona e un cielo azzurro attraversato da nuvole rosate. Le figure sono costruite attraverso forme geometriche e colori brillanti che uniscono il linguaggio del Cubismo alla tradizione del mosaico bizantino.
Mosaico di San Marco realizzato da Gino Severini per la facciata della Chiesa di San Marco a Cortona. Al centro è raffigurato l'evangelista seduto in trono, con una grande aureola dorata attorno al capo. Indossa una veste composta da ampie forme geometriche nei toni del blu, dell'azzurro, del bianco e dell'oro e tiene aperto il Vangelo con l'iscrizione latina “Secundum Marcum”. Ai suoi piedi è rappresentato il leone alato, simbolo di San Marco. Sullo sfondo compaiono il Palazzo Comunale di Cortona e un cielo azzurro attraversato da nuvole rosate. Le figure sono costruite attraverso forme geometriche e colori brillanti che uniscono il linguaggio del Cubismo alla tradizione del mosaico bizantino.

Descrizione

Con il ritorno alla fede cristiana nel 1923, Severini si dedica sempre più alla decorazione delle chiese. La sfida è nuova: trovare un modo per portare il linguaggio dell’arte moderna all’interno dello spazio sacro.

Tra il 1925 e il 1947 lavora in numerose chiese della Svizzera francofona, tra cui Semsales, La Roche, Tavannes, Friburgo, Losanna e Sion.

Lo stesso Severini amava ricordare di aver realizzato a Semsales la prima chiesa in stile cubista. Non fu però un percorso privo di ostacoli: artisti, committenti e fedeli locali faticavano spesso a comprendere il suo linguaggio innovativo.

Trova invece piena sintonia nel filosofo Jacques Maritain e negli artisti del Groupe de Saint-Luc, con i quali collabora attivamente nella decorazione e nel restauro di edifici religiosi.

Dopo la Seconda guerra mondiale torna a vivere tra Parigi e Cortona, trascorrendo lunghi periodi nella sua città natale. Qui riallaccia i legami con la propria terra e realizza la Via Crucis per il Duomo di Cortona.

In questi anni si riavvicina ai maestri della pittura medievale toscana. Nei suoi scritti, come Giotto e il nostro tempo, interpreta gli artisti del Duecento e del Trecento — presenti in mostra accanto alle sue opere — come precursori di una moderna sensibilità geometrica.

Alla fine del percorso ti troverai di fronte a una grande fotografia del mosaico di San Marco. Alla sua sinistra è esposto il bozzetto preparatorio realizzato da Severini.

Sulla destra del bozzetto, a circa un metro da terra, è presente un QR code. Scansionalo per ascoltare l’approfondimento audiodescritto dedicato al mosaico di San Marco.


Questo bozzetto preparatorio, realizzato a pastello su cartone e delle dimensioni di 105 × 42 centimetri, riproduce fedelmente il mosaico monumentale collocato sopra il portale della Chiesa di San Marco, un piccolo edificio sacro del XVI secolo che si trova a pochi minuti a piedi dal museo.

L’opera unisce la modernità del Cubismo alla solennità dei mosaici bizantini attraverso colori intensi, forme geometriche e ampie superfici dorate. Osservandola si percepisce immediatamente il carattere monumentale della composizione.

Il mosaico originale misura 5 metri e mezzo di larghezza per 2 metri e 24 centimetri di altezza. È largo quanto una grande vetrata e alto quasi quanto una stanza.

Non si tratta di un dipinto, ma di un mosaico composto da migliaia di tessere di vetro e pietra. Le tessere non sono disposte su una superficie perfettamente uniforme: vengono inclinate in modo diverso per riflettere la luce e creare effetti di luminosità e movimento.

Al centro della composizione si trova San Marco seduto in trono. La testa è circondata da una grande aureola dorata. Il volto ha una forma allungata; i capelli scendono fino alle spalle. Gli occhi sono grandi e scuri, mentre una barba castana attraversata da filamenti grigi scende fino al petto.

Il santo indossa una tunica in diverse tonalità di azzurro e tiene tra le mani un grande libro aperto rivolto verso l’osservatore. Sulle pagine compare l’iscrizione latina Secundum Marcum, cioè “Secondo Marco”, titolo del Vangelo attribuito all’evangelista.

Ai piedi del santo compare il leone alato, simbolo tradizionale di San Marco. Il corpo dell’animale è rappresentato di profilo, mentre la testa è rivolta frontalmente. Le grandi ali si innalzano verso l’alto con forme geometriche che richiamano ventagli o lastre di pietra.

Alle spalle del santo si riconosce il profilo del Palazzo Comunale di Cortona con la sua torre merlata. Sullo sfondo si estende un cielo azzurro intenso attraversato da nuvole allungate dai toni rossastri, un motivo che richiama i mosaici paleocristiani di Ravenna, studiati a lungo da Severini.

Le figure del santo e del leone non sono modellate secondo le forme morbide della pittura tradizionale. Sono costruite attraverso un intreccio di triangoli, rettangoli e volumi geometrici che derivano dall’esperienza cubista dell’artista. In questo modo Severini riesce a fondere modernità e tradizione, linguaggio contemporaneo e spiritualità antica.

I cartoni preparatori furono disegnati da Severini, mentre la realizzazione materiale del mosaico venne affidata a maestri mosaicisti veneziani. L’opera fu completata nel 1961 su incarico di monsignor Giuseppe Franciolini, come segno di ringraziamento per la protezione accordata alla città di Cortona durante la guerra.

Questo è l’ultimo dei cinque approfondimenti audiodescritti dedicati alle opere di Gino Severini presenti in mostra.

Audiodescrizioni: Michela d’Agata – XTT Accessibilità per tutti
Voce: Cristina Giachero

Video in LIS

Percorso di visita