Bozzetto per la facciata della Chiesa di San Marco
Audiodescrizione
La Commedia dell’arte
Descrizione
Questo bozzetto preparatorio, realizzato a pastello su cartone e delle dimensioni di 105 × 42 centimetri, riproduce fedelmente il mosaico monumentale collocato sopra il portale della Chiesa di San Marco, un piccolo edificio sacro del XVI secolo che si trova a pochi minuti a piedi dal museo.
L’opera unisce la modernità del Cubismo alla solennità dei mosaici bizantini attraverso colori intensi, forme geometriche e ampie superfici dorate. Osservandola si percepisce immediatamente il carattere monumentale della composizione.
Il mosaico originale misura 5 metri e mezzo di larghezza per 2 metri e 24 centimetri di altezza. È largo quanto una grande vetrata e alto quasi quanto una stanza.
Non si tratta di un dipinto, ma di un mosaico composto da migliaia di tessere di vetro e pietra. Le tessere non sono disposte su una superficie perfettamente uniforme: vengono inclinate in modo diverso per riflettere la luce e creare effetti di luminosità e movimento.
Al centro della composizione si trova San Marco seduto in trono. La testa è circondata da una grande aureola dorata. Il volto ha una forma allungata; i capelli scendono fino alle spalle. Gli occhi sono grandi e scuri, mentre una barba castana attraversata da filamenti grigi scende fino al petto.
Il santo indossa una tunica in diverse tonalità di azzurro e tiene tra le mani un grande libro aperto rivolto verso l’osservatore. Sulle pagine compare l’iscrizione latina Secundum Marcum, cioè “Secondo Marco”, titolo del Vangelo attribuito all’evangelista.
Ai piedi del santo compare il leone alato, simbolo tradizionale di San Marco. Il corpo dell’animale è rappresentato di profilo, mentre la testa è rivolta frontalmente. Le grandi ali si innalzano verso l’alto con forme geometriche che richiamano ventagli o lastre di pietra.
Alle spalle del santo si riconosce il profilo del Palazzo Comunale di Cortona con la sua torre merlata. Sullo sfondo si estende un cielo azzurro intenso attraversato da nuvole allungate dai toni rossastri, un motivo che richiama i mosaici paleocristiani di Ravenna, studiati a lungo da Severini.
Le figure del santo e del leone non sono modellate secondo le forme morbide della pittura tradizionale. Sono costruite attraverso un intreccio di triangoli, rettangoli e volumi geometrici che derivano dall’esperienza cubista dell’artista. In questo modo Severini riesce a fondere modernità e tradizione, linguaggio contemporaneo e spiritualità antica.
I cartoni preparatori furono disegnati da Severini, mentre la realizzazione materiale del mosaico venne affidata a maestri mosaicisti veneziani. L’opera fu completata nel 1961 su incarico di monsignor Giuseppe Franciolini, come segno di ringraziamento per la protezione accordata alla città di Cortona durante la guerra.
Questo è l’ultimo dei cinque approfondimenti audiodescritti dedicati alle opere di Gino Severini presenti in mostra.
Audiodescrizioni: Michela d’Agata – XTT Accessibilità per tutti
Voce: Cristina Giachero



