Audiodescrizione
La Commedia dell’arte
Descrizione
Questo dipinto trasmette una solitudine silenziosa, quasi sospesa nel tempo: una figura sola in mezzo a una città deserta, che suona per nessuno, o forse per tutti.
Ti trovi di fronte a un’opera che Gino Severini ha dipinto nel 1922. Il titolo è Arlecchino con violino. È un olio su tela raffigurante Arlecchino, la celebre maschera della Commedia dell’arte, nell’atto di suonare il violino. Le dimensioni sono 92,5 × 65,2 centimetri: alto all’incirca come metà della porta di una stanza e largo circa quanto il braccio disteso di una persona adulta.
Al centro della composizione, in primo piano, si trova Arlecchino. È in piedi su una pedana di legno rialzata di uno o due gradini rispetto al suolo, posta all’inizio di una strada deserta e silenziosa. La strada sembra restringersi progressivamente verso il fondo del quadro, creando un forte senso di profondità prospettica. Ai due lati della via si innalzano palazzi di tre o quattro piani dai tetti spioventi. Hanno forma rettangolare verticale, come scatole di pietra con numerose finestre dalle persiane chiuse. Le facciate sono dipinte con colori tenui e costruite attraverso linee rette molto nette.
Sopra i palazzi si apre un cielo azzurro e terso, interrotto da una sola nuvola sottile e allungata. Tutto appare immobile e deserto, immerso in un silenzio quasi assordante. L’atmosfera richiama le piazze metafisiche di Giorgio De Chirico, contemporaneo di Severini.
Arlecchino tiene il violino appoggiato tra la spalla sinistra e il mento. La mano sinistra regge il manico premendo le dita sulle corde; la destra muove l’archetto per produrre il suono.
Sul capo indossa un tricorno nero, un cappello di stoffa rigida con la tesa ripiegata su tre lati, tipico del costume teatrale settecentesco. Un ciuffo di capelli castani emerge all’altezza della fronte.
Il volto è scoperto. Non indossa la tradizionale maschera nera. La pelle è chiara, il viso ovale, il naso sottile e le labbra serrate. Gli occhi guardano fissi davanti a sé. L’espressione è concentrata e malinconica.
Il corpo è avvolto nel costume tradizionale di Arlecchino: giacca e pantaloni aderenti decorati da rombi blu e rossi disposti con rigorosa precisione geometrica. La giacca è bordata di bianco lungo l’apertura centrale, in vita e sul bordo inferiore. Al collo porta una gorgiera bianca arricciata, simile a una corona di petali, che spicca sul costume scuro. Ai piedi indossa calze bianche e scarpe nere.
Un piccolo uccello bianco, forse una colomba, si trova sulla sinistra della pedana, vicino ai piedi di Arlecchino. È l’unico essere vivente presente nella scena oltre al protagonista.
Gino Severini iniziò a dipingere le maschere della Commedia dell’arte, in particolare Arlecchino e Pulcinella, a partire dagli anni Venti. Non si trattava di un semplice interesse folkloristico. Per lui queste figure erano simboli della condizione umana, strumenti per raccontare la distanza tra ciò che siamo interiormente e la maschera sociale che mostriamo agli altri.
Arlecchino, servo ingenuo ma astuto, capace di adattarsi alle difficoltà della vita, e Pulcinella, il buffone che nasconde una profonda malinconia dietro la sua maschera, rappresentano due diverse strategie di sopravvivenza.
Le opere dedicate alle maschere diventarono anche un terreno di sperimentazione per applicare alla pittura le leggi della sezione aurea, una proporzione matematica che l’occhio umano percepisce come particolarmente armoniosa.
Severini la utilizzava per stabilire la posizione della testa di Arlecchino, l’inclinazione del violino e la distribuzione delle forme all’interno della composizione. In questi anni tornò a servirsi di compasso e riga per organizzare lo spazio della tela. Per lui la matematica costituiva il ponte tra la modernità del Cubismo e la sapienza dei grandi maestri del Rinascimento, come Piero della Francesca.
Nella terza sala della mostra è presente anche un’altra sezione, intitolata Il dialogo con la Chiesa: dalla Svizzera a Cortona. Alla base del pannello informativo troverai un QR code. Scansionalo per ascoltare il contenuto del pannello.



