Gino Severini. Modernità come dialogo.

Audiodescrizione

Manifesto della mostra

Manifesto della mostra "Gino Severini. Modernità come dialogo". Su uno sfondo geometrico viola e magenta compare una grande composizione cubista di Severini: tre figure eleganti sedute attorno a un tavolo, scomposte in forme geometriche dai colori verde, giallo, nero, bianco e viola. Le figure e gli oggetti del tavolo si intrecciano in una complessa costruzione di piani e volumi tipica del Cubismo. Nella parte superiore campeggia il titolo della mostra in grandi lettere gialle.

Descrizione

Benvenuti alla mostra dedicata a Gino Severini.

Il titolo è Gino Severini. Modernità come dialogo.

Le curatrici in questa mostra hanno scelto di delineare un percorso espositivo non cronologico, ma che segue i momenti in cui l’artista ha mostrato il proprio ruolo di mediatore tra culture diverse. Nato a Cortona, vissuto a lungo a Parigi, Severini sa guardare alla propria epoca con uno sguardo doppio: antico, toscano, e moderno, parigino, al tempo stesso. La mostra si apre con l’età del Divisionismo, nella quale il giovane Severini scopre come luce e colore possano vincere la battaglia contro la fotografia. Segue l’età del Futurismo, l’avanguardia italiana che risponde al Cubismo francese con una visione dinamica e visionaria della creatività umana. Poi una sua personale proposta del Cubismo, elegante e razionale, che negli anni Venti si apre al recupero dell’immaginario italiano: maschere, Arlecchini, memorie classiche. La mostra si chiude con un approfondimento sulla sua attività di pittore religioso. Dalle chiese della Svizzera ai mosaici di Cortona, Severini rinnovò profondamente l’arte sacra, nelle iconografie come nelle tecniche.

Entra nella prima sala della mostra. Qui sono esposti i primi dipinti realizzati da Gino Severini.
Alla base del pannello informativo che troverai nella sala c’è un QR code. Scansionalo per ascoltare il contenuto del pannello.

Video in LIS

Percorso di visita