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SUMMARY:Luci dalle tenebre. Dai lumi degli Etruschi ai bagliori di Pompei
DESCRIPTION:La mostra è stata prorogata\nfino al 17 ottobre 2021\nCortona\nMAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona\n5 giugno – 12 settembre 2021 – PROROGATA FINO AL 17 OTTOBRE\n \nSITO WEB \nCortona\, tornano le grandi mostre di rilievo internazionale al MAEC. \nLuci dalle tenebre\, dai lumi degli Etruschi ai bagliori di Pompei è in assoluto la prima mostra dedicata all’illuminazione nel mondo etrusco e offre un percorso attraverso reperti provenienti dai più prestigiosi Musei italiani. \nPer la prima volta una esposizione interamente dedicata alle tecniche di illuminazione e ai rituali connessi nell’epoca etrusca. In mostra\, grazie alla collaborazione di docenti dei maggiori Atenei Italiani e di studiosi di fama internazionale\, gli oggetti che testimoniano le tecniche di illuminazione naturale e gli strumenti di illuminazione artificiale usati dagli Etruschi.Dal celebre lampadario etrusco in bronzo già custodito nelle sale del MAEC\, stupefacente e prezioso strumento di illuminazione artificiale antica\, all’eccezionale prestito dal Mann di Napoli: una statua ritrovata a Pompei rappresentante un efebo\, cui è dedicato uno speciale allestimento nella sala dei Mappamondi. La statua in bronzo è alta circa un metro e mezzo e rappresenta un adolescente con un candelabro che svolgeva il ruolo di accoglienza per gli ospiti illustri nelle dimore dell’antichità.\nUna intera sezione è dedicata ai sistemi di illuminazione collegati alla cultura nuragica\, sviluppata nella Sardegna preromana\, ed una sezione\, particolarmente ricca\, è riservata ad alcune delle più prestigiose realizzazioni rinvenute nella città di Pompei – legata al mondo etrusco da antichi vincoli di dipendenza – fra cui una splendida statua di efebo lampadoforo rinvenuta integra in una ricca dimora di via dell’Abbondanza.\nLe tematiche cardine: La “luce divina” | la luce naturale e le tecniche per un’illuminazione ecologica e naturale degli ambienti | le tecniche di illuminazione artificiale attraverso gli strumenti in bronzo\, ferro o ceramica. Il progetto favorisce un notevole avanzamento nel campo della conoscenza della società etrusca in ambito internazionale ma soprattutto permette al grande pubblico di conoscere i modi e i tempi con cui i nostri avi illuminavano le loro abitazioni in modo ecologico ed ecosostenibile attraverso l’uso di risorse rinnovabili\, invitando i visitatori ad una profonda riflessione sui temi dell’ecologia mondiale.\nUno spazio ampio e dettagliato è rivolto alla didattica\, con modelli tridimensionali ed effetti suggestivi inseriti in una «stanza immersiva» con l’utilizzo della realtà aumentata e una copia del lampadario etrusco interattivo che permette di conoscere in modo innovativo alcuni degli aspetti di questo importante reperto.\n«La mostra ‘Luci dalle tenebre’ è anche una nuova occasione per celebrare il legame fra gli Etruschi e Pompei – dichiara l’assessore alla Cultura\, Francesco Attesti – per questo ringraziamo il direttore del Mann\, Paolo Giulierini\, con cui abbiamo fattivamente collaborato. Dopo la riapertura del nostro museo\, adesso è il momento di guardare avanti – prosegue Attesti – e lo facciamo con audacia\, perché programmare una mostra in un periodo ancora non facile è senza dubbio una sfida\, una sfida he dobbiamo vincere per il rilancio del nostro territorio attraverso politiche culturali e turistiche».\n«È un’occasione straordinaria per celebrare la ripresa delle attività culturali che sono state ortemente colpite – assieme alla vita sociale ed economica\, oltre che sanitaria – dalle limitazioni alla fruizione di musei\, biblioteche e più in generale tutti i luoghi nei quali si vive l’esperienza culturale del nostro Paese – dichiara il vice lucumone dell’Accademia Etrusca\, Paolo Bruschetti – È anche l’occasione per riprendere un discorso interrotto ormai da alcuni anni\, che vede protagonista la nostra città con l’offerta di occasioni di grande rilievo internazionale. Ed è infine un mezzo per riproporre Cortona come meta di un percorso nazionale che tanti visitatori apprezzano e condividono con noi. Non dimentichiamo infine che fra pochi anni saranno compiuti i tre secoli di vita e di attività dell’Accademia»\n«Accanto al nostro celebre Lampadario\, altri reperti si uniranno provenienti dai più prestigiosi Musei etruschi\, in particolare da Firenze\, Perugia\, Tarquinia\, Villa Giulia di Roma per lanciare un segnale significativo di vita nuova e di speranze per il futuro dell’umanità – dichiara il presidente del Comitato tecnico del Maec\, Nicola Caldarone – Il passaggio da una stagione fredda e buia a un’altra radiosa era salutato già nell’antichità con le suggestive celebrazioni della fiamma\, auspichiamo che questo passaggio possa avvenire al più presto possibile\, rispetto al difficile momento che stiamo vivendo».\n«Siamo orgogliosi di poter offrire ai visitatori di Cortona una mostra di alto livello – dichiara il sindaco Luciano Meoni – si tratta del primo importante evento culturale dopo questi mesi difficili che ci hanno costretto a far slittare questo evento. Non tutto il male vien per nuocere\, come in questo caso\, infatti la mostra si presenta ancora più ricca rispetto a quanto era stato previsto nel 2020».\nL’iniziativa si avvale della collaborazione degli Uffici periferici del Ministero della Cultura\, in primis le Direzioni Regionali dei Musei delle varie regioni cui fanno capo i Musei prestatori\, e le Soprintendenze Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio territorialmente competenti. In particolare si desidera rammentare la Direzione Regionale della Toscana e la Soprintendenza ABAP delle province di Siena\, Arezzo Grosseto\, da sempre legate a Cortona e al MAEC e attive nella promozione delle varie attività proposte dal Museo. Va quindi ricordato il rapporto intercorso fra il MAEC e l’Accademia Etrusca con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, con la quale è stato sottoscritto di recente un atto di intesa: la collaborazione con la Fondazione nella circostanza di questa mostra costituisce la prima occasione di contatto scientifico fra i due Istituti. \nINFORMAZIONI E BIGLIETTI
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SUMMARY:La Commedia e Cortona nel tempo di Dante
DESCRIPTION:25 giugno>10 ottobre 2021\nMAEC\, sala Medicea di Palazzo Casali – CORTONA\n\n  \nMOSTRA\nLa Commedia e Cortona nel tempo di Dante\nIn mostra i preziosi manoscritti medievali e rarissimi documenti cortonesi del Trecento \nLa Commedia i manoscritti e un’antica edizione a stampa\nDi Dante non è rimasto alcun documento autografo\, e non è stato possibile identificare nessun manoscritto originale della Commedia. Ma il capolavoro del sommo Poeta ebbe\, già a pochi anni dalla morte\, una larghissima diffusione. Tra le centinaia di copie che si moltiplicarono grazie all’ampia produzione di codici redatti tra il ‘300 e il ‘400 da numerosi copisti\, la Biblioteca del Comune e  dell’Accademia Etrusca di Cortona possiede due esemplari di grande pregio: il celebre Cortonese 88 un codice in pergamena che\, scritto e miniato nella seconda metà del ‘300 dal copista fiorentino Romolo Lodovici\, appartiene al gruppo dei primi manoscritti che diffusero il poema di Dante; e il Cortonese 246\, un manoscritto cartaceo della prima metà del ‘400\, di cui si apprezza la disposizione ariosa del testo e la decorazione “a bianchi girari” tipica delle manifatture fiorentine dell’epoca.\nLa Commedia continuò ad essere un’opera di successo anche dopo l’introduzione della stampa a caratteri mobili (1452)\, e cortonese è  l’esemplare dell’edizione veneziana del 1407\,l’Incunabolo 72 \, arricchita dal commento di Cristoforo Landino (1424-1498) e da un ricco apparato di illustrazioni xilografiche. \nIl Laudario di Cortona e la musica sacra al tempo di Dante\nDante amava la musica\, che spesso\, come nella tradizione dei Trovatori\, accompagnava la poesia profana e senz’altro conosceva le Laude\,  ovvero i canti devozionali che il popolo\, riunito in confraternite\, intonava in onore della Madonna e dei Santi.\nPurtroppo molte di quelle antiche melodie sono andate perdute\, ma proprio a Cortona si conserva il Laudario\, la più antica raccolta di  Laude in volgare accompagnate dalla notazione musicale che ne rende ancora possibile l’esecuzione.\nIl manoscritto fu fatto realizzare alla fine del ‘200 dalla compagnia dei laudesi cortonesi che ogni giorno intonavano i canti in onore di Maria e dei Santi nella chiesa di San Francesco\, la stessa chiesa da cui proviene anche l’Antifonario\, splendido codice in cui sono raccolti i canti in latino che il coro intonava nel corso della liturgia. Realizzato pochi anni prima del Laudario\, il manoscritto è impreziosito dalla mano di un miniatore aretino\, di cui si può apprezzare l’abilità nella resa vivace e commovente della figura di san Francesco\, che tra cielo e terra leva le mani verso il Cristo benedicente. \nIl giubileo del 1300 Religione e politica al tempo di Dante\nNel 1300 papa Bonifacio VIII indice il primo giubileo per tutti i cristiani\, nel 1312 Ranieri Casali\, futuro signore di Cortona\, ottiene  dall’imperatore Arrigo VII il titolo di Vicario imperiale\, nel 1325 papa Giovanni XXII istituisce la Diocesi di Cortona sottraendo la città e il  comune dal controllo del Vescovo Aretino. Pochi ma intensi anni che vengono qui illustrati attraverso due documenti eccezionali.\nLa cosiddetta Lettera di Silvestro\, la lettera “circolare” che lo scriptor pontificio Silvestro de Adria scrisse per comunicare e spiegare ai  Cristiani la bolla con cui Bonifacio VIII aveva indetto l’anno giubilare. La promessa della concessione dell’indulgenza di tutti i peccati ai  fedeli che si fossero recati a Roma e avessero seguito l’itinerario di preghiera presso le principali basiliche custodi delle più importanti reliquie\, qui illustrate attraverso le immagini di san Pietro\, san Paolo e del Volto di Cristo della Veronica. Il poeta non esita a predire la  prossima dannazione di questo come di un altro papa\, quel Giovanni XXII\, di cui qui si espone per la prima volta la Littera gratiosa \, con  cui nel 1325 istituì la Diocesi di Cortona. L’evento segna di fatto la liberazione di Cortona dal giogo imposto dal Vescovo aretino ed eleva  Cortona a città. \nDante Il primo dei Toscani illustri\nFOTO RITRATTO DI DANTE\nTra i fili che legano Cortona a Dante\, oltre ai manoscritti della Commedia\, che provengono dalle collezioni dell’Accademia Etrusca e  l’edizione quattrocentesca che appartenne ad un frate cortonese di nome Alessandro\, c’è il contributo non molto noto di Filippo Venuti  (1706-1768) uno dei fratelli che nel 1727 fondarono l’Accademia Etrusca di Cortona. Uomo colto e raffinato\, amico di Montesquieu e di  Voltaire\, tra le molte altre imprese culturali che gli si devono\, c’è il “Magazzino Toscano”\, un periodico fondato nel 1754 a Livorno\, che  aveva l’ambizione di rispondere non solo ai lettori colti\, ma anche a quanti\, impegnati nelle professioni\, fossero animati dal desiderio di avvicinarsi alla cultura «con facilità\, e senza noia» Così nel primo numero di un giornale nel quale avrebbero trovato posto articoli  sull’inoculazione del vaiolo\, sul commercio\, sugli usi degli antichi\, notizie dall’Europa e molto altro\, la Vita di Dante con il ritratto del  poeta è la prima di una serie di biografie di uomini illustri\, scelti per formare il patrimonio culturale comune dell’identità dei nuovi e dei  vecchi Toscani. \nDante non si tocc@\nAccanto all’esposizione dei documenti e dei libri antichi\, una postazione multimediale\, interattiva e touchless appositamente sviluppata  per questa mostra\, consente di vivere una esperienza immersiva\, che rende possibile sfogliare virtualmente gli antichi codici ed  apprezzarne da vicino i testi\, le immagini e la musica. \n  \n 
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SUMMARY:Da Beatrice a Beatrice: le vie del desiderio
DESCRIPTION:giovedì 30 settembre\, ore 11.00\nSala Medicea\, MAEC – Cortona\n\n\nDa Beatrice a Beatrice: le vie del desiderio\nConferenza della prof.ssa Natascia Tonelli\nDocente presso l’Università di Siena e componente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri\n  \nL’amore per Beatrice e il desiderio di rivederla convincono Dante a intraprendereil viaggio ultraterreno: ma\, giunto a lei\, si accorgerà di esser stato e di essere ancora soggetto alle illusioni e al turbamento fisico provocato dall’amore che ha sede nei sensi. \n  \nIntroducono\nNicola Caldarone\, Presidente del Comitato tecnico del MAEC\nMaria Beatrice Capecchi\, Dirigente Istituto d’Istruzione Superiore “Luca Signorelli”\nRiccardo Rigutto\, Presidente del Lions Club Cortona Val di Chiana Host \n  \nIn collaborazione con l’Istituto d’Istruzione Superiore “Luca Signorelli” di Cortona e il Lions Club Cortona Val di Chiana Host \n  \nPRENOTAZIONE e GREN PASS OBBLIGATORI: \n0575637235 – prenotazioni@cortonamaec.org \n  \nAl termine della conferenza visita libera alla mostra “La Commedia nel tempo di Dante” presso il MAEC.\nMOSTRA TEMPORANEA – 25 giugno>10 ottobre 2021 \nLa Commedia e Cortona nel tempo di Dante\nIn mostra i preziosi manoscritti medievali e rarissimi documenti cortonesi del Trecento
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