Audiodescrizione

La Commedia dell’arte

Veduta di una sala della collezione permanente dedicata a Gino Severini al MAEC. L'ingresso è incorniciato da decorazioni ispirate alla Commedia dell'arte e da un sipario di fili trasparenti. Sulla parete di destra è visibile una grande immagine con figure di Arlecchini musicisti, mentre sullo sfondo si intravedono opere esposte nelle sale. L'allestimento richiama l'universo teatrale e decorativo che caratterizza una parte importante della produzione di Severini.
Veduta di una sala della collezione permanente dedicata a Gino Severini al MAEC. L'ingresso è incorniciato da decorazioni ispirate alla Commedia dell'arte e da un sipario di fili trasparenti. Sulla parete di destra è visibile una grande immagine con figure di Arlecchini musicisti, mentre sullo sfondo si intravedono opere esposte nelle sale. L'allestimento richiama l'universo teatrale e decorativo che caratterizza una parte importante della produzione di Severini.

Descrizione

Negli anni Venti Parigi riscopre i personaggi della Commedia dell’arte. È una moda che attraversa il mondo dell’avanguardia, da Picasso ai Balletti Russi di Diaghilev, e che coinvolge anche Gino Severini.

Nelle nature morte e nelle composizioni di questi anni compaiono nuovi protagonisti: la Ciociara, l’Arlecchino con il mandolino, il suonatore di fisarmonica. Sono figure essenziali, costruite attraverso forme semplificate e rigorose, quasi sospese tra realtà e astrazione. La maschera diventa per Severini uno strumento per riflettere sull’ordine, sull’armonia e sul rapporto tra arte e matematica.

Queste ricerche trovano una delle loro espressioni più compiute nel ciclo di affreschi realizzato a partire dal 1921 per il castello di Montegufoni, dimora della famiglia Sitwell.

Alla fine del decennio Severini collabora inoltre con un gruppo di artisti alla decorazione della celebre casa parigina del mercante d’arte Paul Rosenberg. I pannelli raffigurano personaggi della Commedia dell’arte che giocano, recitano e compiono acrobazie sullo sfondo dei Fori Romani, rappresentati con grande accuratezza. È una reinterpretazione moderna, elegante e alla moda della grande tradizione decorativa europea delle scene figurate negli ambienti interni.

Ora dirigiti verso la parete di fronte. Qui troverai il dipinto Arlecchino con violino. Sulla destra del quadro, a circa un metro da terra, è presente un QR code. Scansionalo per ascoltare un approfondimento audiodescritto dedicato a quest’opera.

Percorso di visita